Carnaio per rapaci nel Parco Gran Sasso-Laga

ACTION C.4: Gestione di una stazione di alimentazione per rapaci nel Parco Gran Sasso-Laga
L’azione prevede la realizzazione e gestione di una stazione di alimentazione per rapaci nel Comune di Rocca Santa Maria (TE), nella parte nord-orientale del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga.
La struttura occuperà una superficie di circa 1,5 ha e sarà rifornita una volta alla settimana da novembre a maggio e due volte alla settimana da maggio ad ottobre.
Il rifornimento verrà effettuato impiegando per la maggior parte le carcasse di capi ovini non più produttivi e, con minore frequenza, di capi predati. Il Parco preleverà i capi a fine vita versando agli allevatori un compenso a fronte di documentazione che accerti l’acquisto di una pecora giovane quale rimpiazzo della pecora a fine vita.
Il canaio di Rocca S. Maria sarà operativo entro aprile 2015. Per verificarne l'uso da parte dei rapaci sarà munito di un sistema di videosorveglianza.

Carnai, veleno e biodiversità
Il conflitto tra allevatori e predatori terrestri costituisce una delle motivazioni che possono innescare l’uso del veleno. Il Parco Gran Sasso-Laga ha, nel corso degli anni, instaurato una politica di confronto e di concertazione con le categorie di interesse rappresentate nel proprio territorio e, in particolare, con gli allevatori, finalizzata a contenere i disagi di questa attività, soprattutto se derivanti dalla convivenza con il lupo. Questi interventi hanno dato buoni risultati rendendo il Parco una sorta di isola felice, quasi esente da bracconaggio ed avvelenamento di specie protette.
La gestione di stazioni di alimentazione rappresenta un’attività importante in questo senso (alla stregua di un rapido indennizzo dei danni, degli incentivi per favorire l’impiego di cani da guardiania, di recinzioni ecc.): l’impiego di capi di bestiame a fine vita per il rifornimento dei carnai solleva gli allevatori dai costi per lo smaltimento delle carcasse e presenta un ulteriore risvolto positivo a lungo termine per la biodiversità in genere per il fatto che il compenso per il capo non più produttivo viene elargito solo se l’azienda zootecnica avrà provveduto a sostituirlo. Questo contribuisce ad incentivare l’azienda nella prosecuzione della propria attività.
Una stazione di alimentazione per rapaci, dunque, consente di raggiungere al contempo due importanti obiettivi: quello di supportare l’attività zootecnica, rendendo più compatibile la sua coesistenza con il lupo ed allontanando, così, il rischio che eventuali malumori degenerino nella scellerata pratica dell’uso dei bocconi avvelenati (basilare anche per la biodiversità) e di favorire gli uccelli necrofagi (nel Parco rappresentati soprattutto da grifone ed aquila reale).

  • Immagine 1
  • Grifone in un carnaio
  • Immagine 2
  • Nibbio reale che ha appena visitato un carnaio
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