I rapaci necrofagi

Con il termine “rapaci necrofagi” si definiscono quelle specie di rapaci che nella propria dieta includono una porzione più o meno significativa di carcasse di altri animali.
Alcune di queste specie sono più strettamente necrofaghe, come gli avvoltoi (gipeto, grifone, avvoltoio monaco e capovaccaio), mentre altre lo sono solo parzialmente perché si cibano anche di prede vive (aquila reale, nibbio bruno, nibbio reale ecc.).
I rapaci necrofagi risultano particolarmente sensibili al veleno perché rischiano di cibarsi di carcasse di animali morti avvelenati. Alcuni, poi, possono individuare e cibarsi direttamente di bocconi avvelenati, anche di piccole dimensioni, sparsi per uccidere volpi, lupi e mustelidi.
L'abitudine, comune a varie specie, di alimentarsi in gruppo una volta individuata una carcassa li rende particolarmente vulnerabili e spesso colpiti da stragi di massa.
I rapaci, dunque, sono quasi sempre “vittime collaterali” dell’uso del veleno, destinato principalmente a mammiferi predatori che minacciano il bestiame o specie di interesse venatorio.
Talvolta, però i rapaci costituiscono proprio il bersaglio diretto del veleno: è il caso, ad esempio, dell'Aquila del Bonelli, uno dei rapaci più minacciati. A causa della sua dieta, basata soprattutto su specie di interesse venatorio come coniglio selvatico e pernice rossa, questa elegante aquila, in Italia relegata a nidificare solo in poche aree della Sicilia, è spesso vittima delle persecuzione umana, veleno incluso.
Purtroppo la scarsità dei contingenti di rapaci in Italia e la rara attuazione di programmi di monitoraggio mediante radiotelemetria GPS rendono assai improbabile il rinvenimento di eventuali carcasse e, dunque, la quantificazione dell’impatto del veleno sulle loro popolazioni.

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  • Un avvoltoio monaco e grifoni si alimentano in un carnaio
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  • L'aquila del Bonelli, rapace gravemente minacciato dal veleno e da altre persecuzioni umane
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  • Aquila reale avvelenata
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  • Capovaccaio in un carnaio
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  • Lazaros, capovaccaio vittima di due episodi di avvelenamento in Grecia, il secondo dei quali gli è stato fatale
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