L'Ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16/07/2016, era attesa con trepidazione da coloro che si occupano, a vario titolo, del problema dell'avvelenamento della fauna perché la scadenza di una precedente ordinanza, avvenuta nel febbraio 2016, aveva lasciato un rilevante vuoto normativo.
Di fatto è dal 2008 che ordinanze ministeriali vengono prorogate o rinnovate per dettare importanti linee per la prevenzione ed il controllo del fenomeno dell'uso di sostanze tossiche ma è per la prima volta nell'OM 2016 che si riconosce a pieno titolo l'importante ruolo che i Nuclei Cinofili Antiveleno svolgono nella fase di rimozione del materiale tossico.
Tra i punti salienti dell'OM figura, come già in passato, la definizione dei ruoli e degli obblighi di vari soggetti coinvolti, vale a dire veterinari, servizi sanitari delle aziende sanitarie locali, sindaci ed istituti zooprofilattici sperimentali.
In particolare, riveste un aspetto importante il fatto che gli istituti zooprofilattici sperimentali ai quali vengono conferiti esche o carcasse presumibilmente avvelenati debbano fornire, alle autorità competenti ed al veterinario richiedente, un referto dell'esame ispettivo delle esche entro 24 ore e dell'esame necroscopico entro 48 ore.
I risultati delle analisi di laboratorio devono, invece, essere forniti entro 30 giorni dal ricevimento del campione.
Qualora l'esame necroscopico non escluda il sospetto di avvelenamento o la presenza di sostanze tossiche in bocconi ed esche il Sindaco, ricevuto il referto dell'istituto zooprofilattico sperimentale, da immediate disposizioni per l'apertura di un'indagine da effettuare in collaborazione con le autorità competenti e provvede alla bonifica del luogo interessato.
Tale bonifica, e qui è la novità di quest'ultima ordinanza, può avvenire con l'ausilio di volontari, guardie zoofile o nuclei cinofili antiveleno e organi di polizia giudiziaria. L'operazione deve prevedere, altresì, l'installazione di apposita cartellonistica l'intensificazione di controlli.
E' indubbio che i risultati dell'attività dei primi due Nuclei Cinofili Antiveleno d'Italia, creati dal Parco Gran Sasso-Laga grazie al progetto LIFE ANTIDOTO (www.lifeantidoto.eu) in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, ed il coinvolgimento del Ministero della Salute in varie iniziative del medesimo progetto abbiano reso palese allo stesso Ministero così come a molti altri enti italiani che i Nuclei sono strumento basilare per limitare le conseguenze dell'uso sul veleno sulla fauna.
Tale presa di coscienza si è tradotta, nel frattempo, nell'istituzione di numerosi altri Nuclei Cinofili Antiveleno in tutta l'Italia, tra i quali spiccano i ben sei Nuclei attivati con il progetto LIFE PLUTO.
Link al testo dell'Ordinanza Ministeriale
http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=55445&completo=true






