E' operativa la stazione di alimentazione per rapaci necrofagi realizzata dal Parco Gran Sasso-Laga grazie al progetto LIFE PLUTO

Il carnaio è stato realizzato nella parte settentrionale del Parco Gran Sasso-Laga per supportare i rapaci necrofagi e viene rifornito con pecore a fine carriera cedute da aziende zootecniche locali.

La struttura occupa una superficie di circa un ettaro ed è delimitata da una recinzione antipredatori che impedisce l'ingresso di mammiferi terrestri. Una rete di raccolta che comprende 12 aziende zootecniche locali fornisce le pecore a fine vita che il Parco acquisisce per rifornire il carnaio, a fronte di un contributo che le aziende impiegano per l'acquisto di una pecora di rimpiazzo.
La disponibilità di carcasse di bestiame nella stazione di alimentazione ha lo scopo di favorire i rapaci necrofagi che frequentano il Parco e che, in questo modo, possono reperire una fonte sicura di cibo, riducendo estese ricerche che potrebbero avvenire in aree a rischio veleno. Per talune specie, come l'aquila reale, questa disponibilità di cibo può favorire il successo riproduttivo.
Dal canto suo, l'impiego di capi di bestiame a fine vita ed il loro rimpiazzo con capi giovani, reso possibile dal rifornimento del carnaio, solleva gli allevatori dai costi di smaltimento delle carcasse e favorisce la prosecuzione dell'attività zootecnica, allentando eventuali tensioni tra il mondo zootecnico ed i grandi predatori che, talora, costituiscono l'innesco dell'uso del veleno.
E' il caso di ricordare che l'utilizzazione di carcasse di bestiame per l'alimentazione di rapaci necrofagi è possibile, seppure con precise prescrizioni volte ad escludere qualsivoglia rischio di natura sanitaria, grazie a due regolamenti comunitari (CE 1069/2009 ed UE 142/2011). Ciò permette di ridurre quelle complicazioni e quegli aggravi ai quali sono andati incontri gli allevatori a seguito di regolamenti emanati negli ultimi anni dalla Comunità Europea e che, al tempo stesso, hanno sottratto preziosi fonti trofiche ai rapaci necrofagi.
Il carnaio viene controllato mediante un impianto di videosorveglianza di ultima generazione, dotato di zoom e brandeggio, che consente anche il monitoraggio dei rapaci che utilizzano la struttura.

  • Immagine 1
  • Il carnaio realizzato dal Parco Gran Sasso-Laga
  • Immagine 2
  • Il grifone, specie che utilizza volentieri i carnai
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