Entrano in piena attività i Nuclei Cinofili Antiveleno di PLUTO ed arrivano i primi risultati

Nella zona del Casentino, in Toscana, hanno avuto luogo i primi ritrovamenti di bocconi avvelenati da parte di uno dei sei Nuclei Cinofili Antiveleno del CFS creati con il progetto LIFE PLUTO.

Il Corpo Forestale dello Stato ha attivato il proprio Nucleo Cinofilo Antiveleno operativo presso il Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi a seguito della segnalazione di un boccone avvelenato ai margini del paese di Badia Prataglia, frazione del Comune di Poppi (provincia di Arezzo), effettuata il 1 ottobre da un cercatore di tartufi ai Carabinieri.
Puma, il cane dell'NCA, ed il suo conduttore hanno messo in atto un'accurata ispezione nei pressi di un parco pubblico e di un campo sportivo grazie alla quale sono stati ritrovati tre bocconi avvelenati.
Pochi giorni dopo, la segnalazione di un'altra esca da parte di un cittadino in un'area verde del non lontano paese di Pratovecchio (AR) ha attivato un'ulteriore ispezione dell'NCA nell'ambito della quale sono stati ritrovati materiali sospetti (guanti e sacchetti) ed un probabile ulteriore boccone avvelenato.
Ciò dimostra quanto l'uso di bocconi avvelenati sia una pratica, purtroppo, molto frequente anche in aree urbane o periurbane e come essa possa risultare pericolosa per gli animali domestici e per le persone: il solo contatto con alcune sostanze tossiche può, infatti, causare gravi fenomeni di intossicazione anche senza che se ne sia verificata l'ingestione.
Inoltre, lo spargimento di bocconi avvelenati nelle zone periurbane implica, a differenza di quello che si potrebbe pensare, un grave rischio per gli animali selvatici perché alcune specie, come è noto, si spingono fino ai margini di paesi e città per alimentarsi (es. ricci, volpi e tassi); se questi animali ingeriscono sostanze tossiche e poi fanno ritorno in campagne ed aree naturali diventano delle esche mortali per altri animali appartenenti a specie selvatiche, anche protette e minacciate (rapaci, lupi, scoiattoli, martore ecc.). Stesso ruolo nefasto possono giocarlo, incolpevolmente, i cani ed i gatti intossicati che si allontano dai paesi.
Infine è il caso di sottolineare che l'intervento dei Nuclei Cinofili Antiveleno contribuisce in maniera determinante a portare il fenomeno all'attenzione dell'opinione pubblica, ad informare ed allertare i cittadini ed a stimolare un clima generale di rifiuto e condanna nei confronti di una pratica tanto malvagia quanto pericolosa per animali e uomini.
Sono, questi, fattori determinanti per prevenire l'uso del veleno e per far scattare con tempestività l'intervento di NCA ed autorità competenti.

  • Immagine 1
  • Il pastore belga malinois Puma con il suo conduttore
  • Immagine 2
  • Uno degli articoli dedicati all'attività dell'NCA in Casentino
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