Il veleno nascosto: quando il monitoraggio degli animali lo smaschera

Il 25 marzo 2017 un nibbio reale originario della Repubblica Ceca che aveva trascorso l'inverno in Toscana meridionale è morto avvelenato in un'azienda faunistico venatoria in provincia di Siena: è stato trovato grazie al GPS datalogger che permetteva ai ricercatori di seguirne gli spostamenti.

E' ben noto il fatto che i casi di avvelenamento della fauna siano, in effetti, in numero grandemente superiore a quelli che vengono segnalati e registrati. La morte di questo stupendo esemplare di nibbio reale, così come altri casi simili, rivela una realtà inquietante che, probabilmente, caratterizza gran parte del territorio italiano e che rimane, in genere, del tutto sommersa.
Il nibbio reale RK8, di soli due anni di età, è stato stroncato da un boccone avvelenato composto da carne e da una quantità notevole di carbofurano, che aveva ancora nel becco quando è stato rinvenuto.
Stava volando verso nord per tornare a nidificare nell'area di nascita, in Repubblica di Ceca, dopo aver trascorso i mesi invernali nella parte meridionale della provincia di Grosseto, nell'Alta Valle dell'Albegna. Qui un programma di reintroduzione del nibbio reale attuato nell'ambito del progetto LIFE Save the Flyers tra il 2007 ed il 2014, coordinato dall'Unione dei Comuni Amiata Grossetana, ha segnato un bel successo e ricostituito una popolazione vitale della specie: alla trentina di coppie che nidificano nell'area si aggiunge, inoltre, un nutrito numero di individui svernanti che provengono dall'Europa centro-settentrionale.
Questi eleganti rapaci vengono ormai facilmente osservati nella provincia di Grosseto meridionale; la loro maggior concentrazione si verifica nei pressi del Centro Rapaci Minacciati CERM, a Rocchette di Fazio, dove sono state condotte le operazioni di reintroduzione ed è in funzione una mangiatoia per supportare sia la popolazione residente che gli individui in svernamento e migrazione.
Già da alcuni anni le telecamere presenti nella struttura avevano permesso di individuare alcuni nibbi reali con anelli e radio provenienti dalla Repubblica Ceca tra i quali, appunto, RK8.
Il 23 di marzo 2017 il Prof. Ivan Literak, dell'Università di Brno (Rep. Ceca) ha avvisato l'esperto del CERM Guido Ceccolini che il GPS datalogger dell'esemplare RK8 non inviava più dati e, anzi, ne segnalava la morte. Individuato il punto esatto nel quale si supponeva che giacesse l'animale, gli esperti del CERM hanno allertato i Carabinieri Forestali che sono intervenuti sul posto con personale locale e con il Nucleo Cinofilo Antiveleno di PLUTO gestito dal Coordinamento Territoriale Carabinieri per l'Ambiente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
La carcassa è stata rinvenuta al margine tra un'area a pascolo ed una rada boscaglia, all'interno di un'azienda faunistico venatoria. Il cane del Nucleo Cinofilo Antiveleno non ha segnalato la presenza di altro materiale sospetto.
La conferma dell'avvelenamento, ipotizzato durante il sopralluogo e poi con la necroscopia  effettuata nella sede di Siena dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, si è avuta con le successive analisi di laboratorio.
I dati della radio indicano che il nibbio reale è morto il 18 marzo, lo stesso giorno in cui è giunto in quella località del senese, in ottima salute e pronto per recarsi a nidificare nei luoghi di nascita: sua unica colpa quella sosta fatale in un'area apparentemente tranquilla e generosa di cibo.
Da sottolineare, inoltre, che a 3 km di distanza dal luogo del ritrovamento di RK8 (nella stessa azienda faunistico-venatoria) era stata rinvenuta nel 2015 la carcassa di Lea, una femmina di nibbio reale liberata nell'ambito della reintroduzione messa in atto nell'Alta Valle dell'Albegna (in quel caso lo stato avanzato di decomposizione non aveva permesso di accertare le cause della morte).
Purtroppo, dunque, si può ragionevolmente supporre che l'uso illegale del veleno nell'area sia una pratica usuale e, pertanto, sarà oggetto di particolare attenzione da parte dei Carabinieri forestali.

  • Immagine 1
  • Carcassa di nibbio reale morto avvelenato in Provincia di Siena
  • Immagine 2
  • Carcassa di nibbio reale avvelenato (sul dorso si osserva il GPS datalogger)
  • Immagine 3
  • Ricerca in zona operata del Nucleo Cinofilo Antiveleno La Verna-Vallesanta
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